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Sei costi inaspettati di una migrazione al cloud e come evitarli

Quando si tratta di strategie relative al cloud, le insidie possono trovarsi nei dettagli: le diverse modalità di fatturazione dei fornitori di cloud o alcune caratteristiche tecniche delle infrastrutture IT dell’azienda possono ridimensionare significativamente i benefici economici di questa scelta. A meno che, come suggerisce l’esperienza di Apptio, le aziende non si armino contro spiacevoli sorprese con prudenza e analisi.

 Sull‘onda della rapida trasformazione digitale che si è verificata nel 2020 e che ha generato una migrazione di massa ai servizi cloud, molte aziende stanno sperimentando l’impatto finanziario di un’adozione incontrollata del cloud. In questo processo, è fondamentale avere un controllo sui costi, sia dei servizi cloud sia di quelli associati all’assistenza, che molto spesso vengono trascurati.

Si tratta di un tema molto attuale tra le aziende, come mostra una recente indagine di Harvard Business Review secondo cui il valore aggiunto derivante dall’uso della tecnologia è prioritario nella pianificazione della spesa. Tuttavia, solo il 62% dei manager ha fiducia nelle informazioni di cui dispone. Nonostante l’importanza attribuita alle informazioni sul valore aziendale al fine di prendere decisioni, inoltre, la metà degli intervistati dichiara di condurre soltanto valutazioni ad hoc sul valore aziendale risultante dagli investimenti tecnologici (31%) o di non farlo affatto (20%).Il 16% ammette di verificare solo a certe tappe del progetto. Dall‘ esperienza in progetti di implementazione della gestione finanziaria IT, Apptio ha identificato le sei aree principali che possono avere un rilievo importante nei budget di migrazione al cloud, e a cui le aziende dovrebbero dedicare particolare attenzione:

1. Responsabilità on-premise: influiscono sui tempi e sulla sequenza della migrazione al cloud
Quando si pianificano le tempistiche per la migrazione al cloud dei carichi di lavoro, i criteri strategici di business sono spesso in primo piano. Troppo frequentemente vengono trascurati gli obblighi contrattuali esistenti, gestiti in modo decentralizzato e associati al data center esistente. Ciò accade con i contratti di noleggio e l’ammortamento continuo dell’hardware, nonché i relativi contratti di manutenzione e supporto, ma anche con le spese nei settori della gestione patrimoniale, dell’amministrazione e del controllo.

È quindi importante chiarire in anticipo i costi complessivi di tali contratti on-premise, che maturano parallelamente al funzionamento del cloud. Ciò consente un calcolo realistico dei costi-benefici con i dati fondamentali necessari per pianificare una tempistica efficiente in termini di costi della migrazione al cloud e per decidere in quali fasi o in quale ordine dovrebbe avvenire il passaggio.

2. Capacità di gestire attivamente il multi-cloud per la necessaria correlazione tra monitoraggio tecnico e strutture di costo
La maggior parte dei fornitori di cloud pubblico può soddisfare tutti i requisiti base del cloud con un’unica soluzione. Nella pratica, tuttavia, i costi e i servizi variano, e sarebbe meglio non dipendere da un solo fornitore, optando per una diversificazione del rischio. Inoltre, il multi-cloud risponde alle esigenze di sicurezza dei dati delle aziende poichè consente di codificare i dati con tecniche specifiche e distribuirli su diversi cloud per una maggiore protezione contro gli attacchi degli hacker e la perdita di dati.

Così, le aziende – intenzionalmente o no – si confrontano con i requisiti della gestione attiva multi-cloud. Chi è preparato da un punto di vista tecnico e organizzativo con soluzioni, esperti e processi appropriati, evita le insidie dei costi – per esempio, attraverso analisi del carico di lavoro per una migliore previsione, il ridimensionamento e l’ottimizzazione dei costi, l’uso attivo dell’elasticità delle capacità del cloud per i picchi di carico o attraverso il monitoraggio che identifica i servizi inutilizzati o le anomalie nel consumo.

3. Opzioni di fatturazione: determinano la combinazione economica dei servizi cloud

Quando si stimano i costi e si pianificano i budget di spesa per i servizi cloud, è essenziale capire come i singoli fornitori di cloud misurano l’uso delle loro risorse e secondo quali criteri vengono fatturati: si va dalla fatturazione a ore per l’uso delle singole istanze, ai costi in base al volume dei dati al traffico dati in uscita in gigabyte al mese, con impegni diversi.

Questo significa che le aziende dovrebbero avere una visione più dettagliata possibile di quali capacità cloud necessitano in quali periodi di tempo nelle diverse fasi della migrazione al cloud per ottenere la combinazione ottimale di servizi cloud o il dimensionamento da diversi fornitori.

4. Dalle prestazioni delle app al ridimensionamento: le analisi dei costi basate sull‘utente supportano l’ottimizzazione

L’architettura e le prestazioni delle applicazioni, come la necessità di RAM o la quantità di dati delle transazioni, per esempio, difficilmente pesano sull’hardware tendenzialmente già adeguatamente dimensionato nei data center. Nelle operazioni di cloud, tuttavia, questo può far aumentare i costi in modo sorprendentemente significativo.

Le applicazioni che generano traffico di dati attraverso il corretto dimensionamento negli ambienti multi-cloud, sono un fattore di costo spesso sottovalutato . Molti fornitori di cloud richiedono il pagamento in base al traffico in entrata e in uscita. In questo caso è importante che le strutture dei costi siano ben definite e che le applicazioni si ridimensionino automaticamente dopo i picchi di carico.

Lo stesso vale per l’archiviazione in cloud e altre risorse che i team DevOps utilizzano nei progetti, per esempio.

In caso di migrazione e operatività nel cloud, è quindi fondamentale effettuare un’analisi dei costi fin dall’inizio, per poter intervenire rapidamente e in modo mirato.

5. Da Lift & Shift ai sistemi legacy: le insidie nascoste

Tra le tante possibili e costose modifiche ai piani per le migrazioni al cloud, due vanno particolarmente sottolineate, in quanto possono essere evitate in anticipo attraverso un’attenta analisi: si tratta innanzitutto del popolare approccio “lift & shift”, in cui le applicazioni e i dati vengono rapidamente spostati nel cloud senza aggiustamenti e anche i singoli servizi cloud non vengono dimensionati per l’uso effettivo. Questo percorso, apparentemente più economico, può generare una crescita inaspettata di costi se si determina solo a posteriori che i costi dell’infrastruttura del cloud pubblico sono significativamente più alti rispetto ai costi del data center e, alla fine, sono necessari adattamenti dell’architettura per il cloud, combinati con un notevole impegno progettuale.

Un altro fattore di costo può derivare da sistemi legacy che non possono essere semplicemente migrati per ragioni tecniche, ma devono continuare ad essere mantenuti con i loro dati – tipicamente per ragioni legali. Il risultato: le risorse on-premise non possono essere disattivate nella misura prevista e continuano a gravare sui budget IT.

6. Strategia di uscita per l’on-premise: limitare le ridondanze con analisi coerenti

Nella fase di transizione, sono indispensabili capacità ridondanti nel cloud e nel data center. Questa fase dovrebbe essere associata a un monitoraggio costante dei carichi di lavoro e ad analisi delle esigenze effettive in relazione ai costi e alle loro variabili presso i fornitori di cloud. Oltre alla qualità tecnica, questo approccio assicura che le decisioni su quando disattivare o meno le capacità di un data center possano essere prese in modo rapido e coerente. In caso contrario, c’è il rischio che costosi trasferimenti si protraggano per un tempo inutilmente lungo.

Conclusioni

L’implementazione di strategie cloud è associata a una complessa interazione tra consumi e costi, caratterizzata da diverse variabili tecniche ed economiche che cambiano dinamicamente. E‘ quindi necessario un collegamento tempestivo tra IT e monitoraggio finanziario con processi e sistemi che dovrebbero essere implementati simultaneamente a una migrazione al cloud. Questo può essere insolito per alcune aziende all’inizio, tuttavia può risultare di grande aiuto a lungo termine per realizzare il valore aggiunto economico ottimale dalle iniziative cloud.

Per offrire una visione olistica della spesa totale legata ai servizi di cloud, migliorare la collaboration e guidare gli investimenti in quest’ambito, Apptio ha progettato la famiglia di prodotti Cloudability, che consente alle aziende di avere una maggiore visibilità e controllo sulla spesa cloud e un supporto per prendere decisioni più consapevoli nell’ambito della loro strategia cloud per massimizzare il valore degli investimenti.